Spalanca gli occhi il canuto veglio
Un lieve rumore accompagna il risveglio
Il gelido freddo di un giorno d’inverno
Niente di nuovo per un uomo eterno

Alla mattina arriva al cancello
Per un momento fissa il bidello
Lui se ne accorge e con grande coraggio
Capisce di avere davanti a sé un saggio

Spiana la strada al sommo sapiente
Con quel solo gesto eleva la mente
Lo osserva a lungo senza farsi notare
Dopo un istante lo vede sparire

Ed ecco Paolo che avanza sicuro
Vede una luce dal cielo scuro
Volge lo sguardo alla scuola malsana
Avverte l’acuto suon della campana

Pedala sciolto lungo il parcheggio
Ferma la bici ancora in noleggio
Scende con calma e sistema l’ombrello
Inizia così il giorno del vecchierello

Gli compare in viso uno strano ghigno
Fuoriesce da lui un lato maligno
Giunge un pensiero nella sua mente
Pregusta il dolore dello studente

Buongiorno a tutti test a sorpresa
State tranquilli a chi studia non pesa
Osserva studenti con crepe nel cuore
Uno tra tanti si affida al Signore

Coglie il momento e preso da compassione
Chiama il ragazzo in interrogazione
Con una domanda dà vita a un delirio
In pochi istanti realizza il martirio

Questa è la storia di un’anima affranta
Mai benedetta da un po’di acqua santa
Tapino collassa nel tristo destino
Precoce si appresta a varcare il confino

Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa non è il tulipano
Che ti fa veglia dall’ombra dei fossi
Ma è una sfilza di voti rossi

 

~Metastasio

L’Italia purtroppo perde contro la Svezia.

E con ciò non si intende il solito sconforto che, ognuno di noi almeno una volta, ha provato mentre montava un mobile della potenza scandinava e si trovava a contemplare un agglomerato di viti, bulloni e matitine…

Nella sera del 13 novembre 2017, infatti, si è  riscontrata nella penisola italica una gran percentuale di popolazione maschile che, incollata al televisore,  ha pianto fiumi di lacrime.

I poveri tifosi hanno dovuto assistere alla sconfitta definitiva, grazie  alla quale la nazionale dovrà criogenarsi insieme a Fry nell’attesa del 2022, per poter ritentare ancora. Durante il match un umore sali e scendi, dettato da vane speranze, ha afflitto gli italici che, non dandosi per vinti e dimostrando patriottismo, hanno comunque fischiato all’inno dei gialli e blu.

Criticate molto le palle volate alte, ingiustizia con un rigore negato e due fatti passare ai nordici: ovviamente, come sempre, tutta colpa dell’arbitro, Mateu Lahoz. Mateu fischia anche cartellini gialli per Chiellini e Barzagli che  avevano provato ad alzare il tasso agonistico-fisico, come gli scandinavi all’andata; in particolare Barzagli rischia un secondo richiamo sul rigore non assegnato.

Nella stessa sera persa pure la leggenda, Buffon, che ha giocato a San Siro la sua ultima partita per gli azzurri, dopo circa 20 anni di servizio.

Sui social unanime solidarietà per la squadra e slogan incoraggianti, poesie, dediche da parte dei tifosi. Nella vita reale visi tristi e capi chini.

L’Ikea inoltre risponde alle virtuali offese offrendosi di fornire una panchina (già assemblata, tranquilli) per Ventura; il nostro caro Gian Pietro, attuando una strategia abbastanza confusionaria contribuisce ad un punteggio invidiato dalla farina: 0-0. Intascherà comunque mezzo milione per un’Italia non qualificata; le dimissioni previste per giugno 2018, mese in cui avverrà anche lo scontro Russia vs Svezia: si prevede che i patriottici sconnetteranno il decoder, mentre i più sadici e vendicativi invocheranno la vittoria per l’Est.

Forte comunque la voglia di rimettersi in campo; frattanto che il Quatar aspetta, gli italiani cominciano a riassemblare le schegge dei loro cuori e si preparano a quattro anni di allenamenti e rassicurante sostegno, per poter tornare ai mondiali più gloriosi di prima.

~Boscolo Sara

balloSamiiir siamo tornati!
Questa sarà davvero l’ultima volta, abbiate pazienza.
Si torna a parlare di Prom, di serate di Gran Gala, come se ne vedono poche a Este. Anche per dimenticare per una notte il debito in matematica che vi attanaglia, la maturità incombente. Non solo: una serata per immergervi -letteralmente- nell’umida atmosfera di Venezia. Perché ormai il binomio “Ballo del Liceo-Diluvio universale” è più consolidato di quello che associa Marx al comunismo o la Antonella alle fotocopie o, ancora, Luca Targa al tramezzino tonno e olive (sia mai che gli portiate quello alle cipolline). Ma la vita del rappresentante è un po’ questa: il numero dell’Arpav deve essere tra i preferiti. Il maltempo aveva, in effetti, condizionato pure la riuscita del tanto atteso torneo di calcetto. Un imprevisto che, in fin dei conti, tra un pallone di spugna e un occhio chiuso -ringraziamo i piani alti- ha portato forse ad una delle edizioni più frizzanti della competizione (importante il contributo del Tanga Puggiarelli alias Daniele Puggina nella composizione dei gironi) chiusasi con il remake della scorsa finale e la rivincita concessa agli Enzimi (5ASA). Decisivo il rientro dopo mesi d’infortunio del veterano Alberto Bellamio, velocità 37 ma qualità del capitan Francesco. Come decisiva la scelta del portiere, raccattato al bar della scuola e convinto a firmare il contratto con una brioche al pistacchio. Ipnotizzati di fronte a lui, ai calci di rigore, tutti gli esponenti della CN Bombe (5BS) in particolare il rappresentante-fantoccio, così lo chiamavano, piantato nelle sue scarpe da clown. Per chiudere questa digressione calcistica, una menzione va fatta d’obbligo ad Antonio Sattin e la sua banda, autori di calcio champagne e tanta poesia. È probabilmente lui il Fenomeno che tanto cerca Fabri Fibra nel suo ultimo pezzo. Che sia un azzardo candidarlo al titolo di Re del Ballo?
Sì ecco, di Prom si doveva parlare. Perché ormai il conto alla rovescia è cominciato e forse questo articolo arriva tardivo per i vostri ordini su Amazon. A quanto pare potrete mettere a lavare la vostra tanto attesa felpa del liceo per calarvi negli abiti più eleganti e chic. Non si tratterà di pellicce rosa -penso di essere una Barbie sck- bensì di trame nere o dorate o ancora rosse. Utili in questo frangente potranno esservi i post di @emrata, in questi giorni a Cannes, esempio che farà interessare persino la componente maschile all’outfit della serata. Ben accette pure le maschere, possibilmente il meno possibile simili a quelle indossate dai medici della peste del nostro amico Manzoni. Se Emily e ChiaraF (impegnata a trovare un paio di scarpe per il suo matrimonio) non potranno essere dei nostri, ha assicurato invece la sua presenza Mariano Di Vaio, il fashionB Made in Italy ora datosi alla produzione di un’improbabile hit estiva. A suonarla per noi, direttamente da Coachella, GiulioGiulio Delo e Dj Kekko Simbola che ancora sembra non essersi stufato del liceo. A convincere Mariano sembrano, però, non essere stati i due abili disc jokey. La stampa portoghese ha fatto trapelare infatti che il vip sia rimasto in contatto con la solita Anna Canola, ormai stufa di finire nella nomination per il titolo di Reginetta, dopo che i due per poco non si erano incontrati sulle spiagge dell’Atlantico. Sarà lui ad incoronarla quest’anno? Ma molte sono le teste ad ambire il diadema. In primis, Silvia Marchesoni, pure lei una habitué. Non solo: ci riprova anche Sara Bettanin, l’anno scorso persa nella selva oscura al momento della possibile elezione, e con lei la compagna Greta Zaggia. Salgono le quote pure per Camilla Negrello, confermando il trend positivo del linguistico. Dalla sede del Corradini a tentare sono due giovani leve, Beatrice Cecchini, già donna immagine dello scorso ballo, e Anna Zangirolami, che in molti attendevano al torneo di calcetto, curiosi di capire se sapesse palleggiare solo in foto o meno. Infine l’outsider, Eleonora Cerchiaro, che ci ha abituati ai selfie tra Palazzo Pitti e Santa Maria del Fiore. Presenzierà?
Escludendo i soliti noti, ad entrare nella short list per il futuro Re del Ferrari entra di prepotenza Andrea Rinaldo, sinonimo del giusto connubio tra eleganza e spavalderia, insomma un nobile di altri tempi. Scendono le percentuali di successo di Edoardo Rende, dopo l’esibizione in palestra sulle note di “Baila come El Papu”, in favore del Barbu. Lui non ha nome, la fama parla da sè. Grazie al suo giro losco di conoscenze potrebbe addirittura guadagnarsi la corona, come riuscì ad Alberto Turra, classe 96. Inoltre Davide Santinello, ripresosi dal brutto incidente in sella suo velocipede, pare essersi rimesso in carreggiata e puntare al titolo. Sul taccuino del comitato compaiono sempre i nomi della 5BS, che dopo la delusione della finale persa sembra avvicinarsi alla maturità per inerzia, spendendo tutte le proprie energie tra Fantacalcio e schedine (basti pensare che pure la compagine femminile piuttosto che dedicarsi alla tesina ha optato per tentare la fortuna con il gioco d’azzardo).
Tra gli special guest, oltre alle note figure del mondo della spettacolo, compare pure il Prof. Maddalena. Voci di corridoio hanno fatto trapelare che sia coinvolto anche nell’organizzazione di questo evento. (Un modo per riconoscere i meriti di queste nuove leve nel corpo docenti davvero lodevoli per la loro intraprendenza).
Per avviarci alla conclusione di questo articolo, scritto in una bozza dell’iPhone alle ore 23:14 (in genere oltre le ore 22 non sono più attendibile) tra una tesina non iniziata e una P attaccata al parabrezza, la redazione augura a tutti una buona fine e una serena E-state (come dice Gabbani, che abbandonata la scimmia e il buon vecchio oppio dei popoli, sembra essersi appassionato alla Divina commedia per la sua nuova canzone da spiaggia). Con la speranza che questo articolo non sollevi un polverone del livello di Morgan ad Amici e con la consapevolezza che la satira è un’arma potente ma a doppio taglio, per davvero, per l’ultima volta vostro

Tammeo Doscari

PS: Un ringraziamento speciale alle mie muse di questi 5 anni, Aurora Ambrosi e gli altri due miei morosi, Matteo Bottaro ed Edoardo CM Zago (alias James Joyce). Verserete molte lacrime in questi anni e auspicherete di non venirci più a scuola, al più presto. Vi passerà perfino la voglia di uscire il sabato sera. Bè…Vi avviso di goderveli, perchè è tra queste mura che farete gli incontri più decisivi della vostra vita e conoscerete cosa il mondo vi può offrire.
Se non venite sabato 20 siete solo dei BUFU!

Buon giorno miei cari ragazzi, sono sempre io che vi tormento l’esistenza. Vi ricordate la tipa che, non avendo niente di meglio da fare, contava le macchie per terra? Bene cerchiamo di tornare un attimo seri, o almeno con i piedi un po’ più per terra, perché la quinta curiosità merita un briciolo del nostro rispetto.
Sicuramente se dite a una persona qualsiasi “Ferrari”, la prima cosa che le verrà in mente dovrebbe essere LA Ferrari; quella rossa, nata dal genio di un certo Enzo, che corre a millemila all’ora ma che quando è ferma si fa ammirare da tutti. Avrete presente spero. Ecco, se fate lo stesso giochino con chi vive a Este, o nei dintorni, è possibile che colleghino il nome anche a un certo edificio rosso mattone fatto a ferro di cavallo. Però, quello che in pochi si sono chiesti è chi sia questo G.B Ferrari che dà il nome alle nostre gioie e sofferenze quotidiane. In realtà, a questa domanda è possibile dare più di una risposta perché a questo nome rispondono (o meglio rispondevano) almeno tre persone. In ogni caso, se pensate che c’entri qualcosa con la Ferrari, mi spiace deludervi. Infatti, sebbene questi egregi signori siano vissuti in periodi diversi, vi posso assicurare che gli unici cavalli esistenti erano quelli che correvano nelle praterie. Questo caso di omonimia mi ha causato un bel po’ di grattacapi perché mi è subito sorta spontanea una domanda: come cavolo faccio a sapere qual è quello giusto? Le date non mi hanno aiutato più di tanto e nemmeno i luoghi di nascita. Un bresciano un senese e un modenese sembravano più tre personaggi di una barzelletta più che prestanomi per un liceo veneto. Che fare quindi? Beh semplice sono andata a intuito e ho deciso di scegliere il senese. Il motivo ve lo dico dopo, ora cominciamo che sennò faccio notte.
Il nostro Giovanni Battista, per gli amici G.B., senese di annata tardorinascimentale, era, guarda a caso, un professore.
“Professore” però è un’etichetta che gli sta certamente stretta. Proverò a spiegarvi quello che intendo dire con una metafora e, sarà che sono affetta da una grave forma di deformazione professionale, ma non posso fare a meno di immaginare Ferrari come uno studente del Ferrari.
Il nostro scolaretto cominciò a frequentare il liceo dell’epoca (che allora era la città di Roma), si unì successivamente alla compagnia di Gesù (e non a quella dei celestini), studiò teologia e filosofia.
Era uno studente modello e pertanto seguì anche i corsi opzionali che non erano certo tedesco o teatro bensì bazzecole come il siriaco e l’ebraico.
Dopo aver ricevuto via gufo la spilla da prefetto, si prese cura degli studenti più giovani dando loro ripetizioni di grammatica. Dopo la maturità (100, lode e bacio accademico come minimo) divenne anche professore di lettere e d’ebraico. La sua conoscenza delle lingue orientali, arabo in primis, aveva raggiunto un così alto livello che il signorino fece parte della commissione voluta dal papa per tradurre la Bibbia in arabo.
Di lui sappiamo inoltre che era un teologo molto esperto e che spesso amava mettere in luce le sue doti di oratore predicando e poi pubblicando il tutto.
La sua passione, che coltivava nel tempo libero, era senza dubbio la botanica. G.B. amava infatti passeggiare per i giardini romani catalogando tutti i fiori e le piante che vedeva. Tutto il materiale raccolto sbocciò poi sotto forma di una specie di enciclopedia pubblicata, corredata da illustrazioni, con il titolo di “De florum cultura”. Nonostante quest’opera non sia stata rivoluzionaria come le scoperte di Mendel, venne comunque tenuta in considerazione dagli studiosi successivi.
Quest’uomo, però, non era certamente tutto rose e fiori ma aveva, come tutti, anche dei difetti; per esempio il carattere malinconico, poco energico se non addirittura flemmatico e per giunta godeva di pessima salute tanto che fu costretto in vecchiaia ad abbandonare Roma per ritirarsi nella sua città natale dove morì il primo febbraio 1655.

Bene ragazzi, queste sono in breve le eroiche gesta del nostro “Gibi”, se siete interessati ad approfondire l’argomento vi invito a curiosare sull’enciclopedia Treccani dove troverete la versione seria e integrale delle sue vicende.

Ah giusto, mi stavo quasi dimenticando di dirvi perché tra i tre è stato lui il prescelto. Beh semplice, perché oltre a prestare il suo nome al nostro edificio, ne era pure l’emblema. Mi spiego meglio: rappresenta il classico grazie al periodo in cui è vissuto, ai suoi studi filosofici e alla sua non indifferente produzione scritta; rappresenta il linguistico con l’impegno riservato alla conoscenza delle lingue che gli hanno poi permesso di aiutare a tradurre l’eterno best seller in arabo; infine rappresenta l’area scientifica grazie alla sua passione per la botanica. Mica poco!
Per gli amici dell’artistico (il cui edificio è dedicato ad un altro illustre signore) non sentiatevi esclusi ma sappiate che il G.B. bresciano era un pittore.

Detto questo vi auguro un felice proseguimento di cazzeggio quotidiano,
E.T.

1) Il giornalino scolastico lo avete probabilmente appena scoperto, oppure lo avete sentito nominare giusto un paio di volte. Piccola nota: non sto parlando dei giornali che vengono recapitati ogni settimana nelle classi. Questi di solito, magari dopo una lettura veloce, diventano magicamente origami o stabilizzatori di banchi traballanti. No io sto proprio parlando di quello virtuale su cui state leggendo ‘sta boiata. Ma allora ci si potrebbe chiedere: “Perché è una cosa che gli studenti non hanno mai considerato?”. Beh la risposta è… ehm… probabilmente… perché ci pubblichiamo un articolo all’era. Però perdonateci. In fondo siamo anche noi studenti del Ferrari, scuola in cui i professori spiegano un paio di materie a testa pretendendo che tu non ti perda nemmeno una sillaba, e ovviamente non badano al fatto che noi alunni di materie ne dobbiamo studiare una decina. Tutto ciò però non è una scusante e, finito questo mea culpa, giuro solennemente di avere buone intenzioni; stendiamo un velo pietoso e passiamo oltre.

2) Se siete stati in biblioteca (probabilmente perché tutte le lim erano occupate) oltre alla saletta con il proiettore, non potete aver fatto a meno di notare quella bella scala in legno che porta beh… nel nulla. O meglio, porta a quello che dovrebbe essere un soppalco, progettato per ospitare sicuramente qualcosa, ma nessuno ha mai capito cosa. C’è chi dice computer e chi, come certi alunni, la immagina arredata con bel tavolo da ping pong e, perché no, magari anche un bel calcetto, calcio balilla o biliardino che dir si voglia. Se invece preferiamo qualcosa di più intellettuale si potrebbe optare per qualche scacchiera, giochi da tavolo e mazzi di carte vari. Secondo me sono tutte idee niente male, ma ammetto che è più plausibile una media del 10 in pagella piuttosto che vedere la preside autorizzare una mini sala giochi. Ma chissà, magari un giorno, quando gli alberi del parcheggio faranno un’ombra che si possa chiamare tale, forse quello spazio avrà trovato uno scopo. Voi intanto pensate a cosa metterci.

3) Ok ragazzi, la difficoltà sta aumentando. Se conoscevate già anche questa cosa significa che avete un grande spirito di osservazione, o forse che frequentate la scuola da tempo sufficiente per apprezzare una palestra a due passi. Infatti, se andando lì in una giornata ventosa alzate gli occhi al cielo dovreste notare sul tetto dell’edificio una specie di girandola bianca. In realtà non è lì per spaventare i passeri, come è facile pensare, ma per produrre energia. La nostra scuola, infatti, sarebbe attrezzata per sfruttare fonti rinnovabili; che poi la sua utilità effettiva si riduca ai già citati passeri, beh è un altro paio di maniche tutto da verificare. In ogni caso, sempre sul tetto della palestra sono presenti dei pannelli fotovoltaici, che dovrebbero essere funzionanti. Che scuola futuristica! Ma le sorprese (si fa per dire) non finiscono qui.

4) Quante volte i vostri piedi hanno strascicato percorrendo il luuuuunghissimo tratto lastricato che separa il cancello pedonale dall’entrata principale? Quante volte ve lo siete fatto di corsa, cercando di battere il record di Bolt pur di non avere l’ennesima R gialla sul registro elettronico? Sole, pioggia vento ghiaccio o nebbia che sia, quel corridoio a cielo aperto è lì che ti aspetta sornione. Ma quante volte avete notato la sorpresa che cela proprio alla fine? Ebbene sì, ragazzi miei, si dà il caso che, sotto gli occhi di tutti sia nascosta una stranezza inspiegabile ai più. Infatti, proprio prima dell’ingresso sulla sinistra (se si sta per entrare a scuola, destra se si è appena usciti), in determinate giornate, potrete notare una parte di piastrelle che daranno vita a qualcosa di particolare: una macchia a pianoforte. A coda, per la precisione. Io l’ho notata per la prima volta quando ero ancora una giovane recluta. Un bel giorno (pioveva mi pare) guardando fuori dalla finestra la vidi. Riguardo al perché ci sia, le ipotesi si sprecano. C’è chi pensa che in quella zona le mattonelle abbiano un colore più chiaro; c’è chi ritiene che quella parte sia meno esposta all’ umidità. Tutte ipotesi molto valide ma io preferisco immaginare un pianista malinconico e fluttuante che compare solamente quando vuole lui. Forse perché cominci a suonare bisogna inserire una moneta. Ok prima che chiamiate il 118 per farmi fare un TSO (sempre che non sia troppo tardi) vi allego la foto. Se l’avevate già notata o pensate di aver trovato una soluzione al dilemma, faccelo sapere. In alternativa potremmo chiamare Roberto Giacobbo.
PS: la miglior prospettiva per cui la macchia sembra essere un piano si può ottenere dall’ aula che attualmente ospita la 2ASA.
PPS: mi dicono dalla regia che c’è stato un altro avvistamento di chiazza sospetta. Secondo la mia fonte questa compare tra il bar e la palestra. Quindi se passate da quelle parti buttate un occhio: se vedete qualcosa di forma ellittica che risulta sospetto, fategli una foto e sarete lautamente ricompensati.

Miei cari scolaretti, so che il vostro tempo è prezioso quindi non abuserò della vostra pazienza ancora per molto. Solo un’ultima cosa prima di salutarci: se ritenete che gli argomenti trattati finora siano delle autentiche rivelazioni, perché non condividerle con quanta più gente possibile? Se invece trovate siano peggio della corazzata Kotiomkin fantozziana e pensate che sareste stati bene anche senza, beh avete ragione ma ormai le avete lette e quindi condividete.
Andate in pace, la sofferenza è finita.

“Ehi un momento” staranno pensando i più attenti di voi. “Che fine ha fatto la 5^ curiosità?”
Arriverà prima o poi arriverà non temete. È solo che, essendo io un tantinello logorroica, ho già scritto una mezza odissea. L’ultima curiosità, che è la più importante (si fa per dire) merita uno spazio tutto suo. Lo so che non vedete l’ora (ma anche no) però vi imploro di portare pazienza!
Un abbraccio,
E.T.

Dopo aver spostato il ballo di Natale e il rocambolesco torneo di calcetto, potremo considerare finalmente bandita la malignità di fortuna? Non si scherza quando si parla di Ballo di fine anno che, come da tradizione, si svolgerà nel classicheggiante giardino del Corradini, locus amoenus di fiducia dei nostri artisti di Viale Fiume. Nel mondo social è già bufera: snoccioliamo la questione.

Ma come mai così presto? Questa la domanda che ricorre tra gli scettici. La risposta è quasi scontata e proviene decisa dalla schiera maschile e non solo (Chicca Smanio e Claudia Scucchiaro dichiaranoContinue reading

Ebbene sì ragazzi, come ormai sanno anche i muri, il vecchio Leo, dopo cinque nomination a vuoto, ha finalmente vinto l’Oscar al miglior attore protagonista.
Per guadagnarsi il tanto agognato riconoscimento, DiCaprio ha dovuto mangiare ogni tipo di schifezze, tra cui fegato crudo di bisonte, e infilarsi in un cavallo sventrato. Anche in questo caso non sono mancate le polemiche tra quelli che pensano che in realtà questa non sia stata la sua migliore interpretazione; sostengono, infatti, che il miglior attore non sia chi riesce a recitare provando sulla propria pelle situazioni estreme ma piuttosto chi riesce a rendere reale ciò che non lo è. In ogni caso quello che conta è che abbia finalmente anche lui una statuetta sotto la sua foto di Wikipedia.

Se siete superstiziosi, potreste interpretare l’ anno bisestile in cui è stato premiato come un cattivo presagio; in ogni caso soltanto i fatti ci diranno se potremo festeggiare ogni quattro anni, oltre alle Olimpiadi e ai mondiali, anche l’ Oscar a DiCaprio.Continue reading

Giornata della pace, festa della donna, festa della repubblica sono solo tre tra le più importanti giornate dedicate ad un particolare evento. Ma, accanto a queste ricorrenze di serie A, ne esistono tantissime altre più o meno stravaganti. Sport, cinema e cucina sono solo alcuni tra gli ambiti più scontati. Ne sono esempi le giornate internazionali del surf e dello skateboard, così come quelle dedicate a film del calibro di “Star Wars” o di “Ritorno al Futuro”. La giornata europea del gelato artigianale si tiene il 24 marzo ed è stata introdotta dal parlamento europeo per promuovere lo sviluppo di un’importante tradizione culinaria. A questo punto non dovrebbe sorprende scoprire l’esistenza di feste mondiali dedicate a cibi che hanno reso il mondo più buono, come la pizza (21 novembre) o laContinue reading

Buongiorno a tutti radioascoltatori! Anche quest’anno il giornalino pubblicherà articoli inutili e di bassa lega…. Inutile dire che sono più che felice di assolvere questo compito per prima! Ormai l’anno scolastico volge a termine ( contando che Gennaio è quasi finito, Febbraio ha pochi giorni, Marzo e Aprile sono saturi di gite ed uscite scolastiche, possiamo dirci molto vicini a Maggio), e prima di dedicarci a rilassanti nuotate e serate folli, vi invito a riflettere su uno dei temi più temuti di sempre. Uno dei più spinosi argomenti. Infatti, se ci pensate, tutta la nostra vita gira intorno, tra le tante cose, alla scuola. Ormai la tranquillità del pomeriggio non dipende più dal tempo ma dalla quantità di interrogazioni e verifiche che si hanno per il giorno dopo. Ma ci sono varie realtà, varie scuole con diversi modi di concepire l’impegno e lo studio. Ho fatto girare tra gli studenti di vari istituti tecnici e professionali (con la discrezione di un agente segreto, ovviamente)una domanda molto semplice e diretta, così precisa da lasciare di stucco gli intervistati dalla sorpresa: COSA PENSATE DEI LICEALI DEL FERRARI? Come potete immaginare le risposte sono state tra le più strampalate e fantasiose,ma qui sotto potete trovare la Top5!Continue reading

Dopo il crash di Whatsapp del 31 Dicembre, che aveva lasciato nel panico più assoluto migliaia di studenti, in attesa degli auguri di Buon Anno con orrori ortografici della nonna o tramite luccicanti immagini da over40, cosa mai poteva scuotere le loro entusiasmanti vite social?
Ci hanno pensato quelli di Ask – il fondatore Klaves Sinka ha sicuramente riscosso meno successo dell’icona Mark Zuckerberg – a rovinare i piani di 60 milioni di utenti. Torni a casa da scuola, sblocchi il tuo Iphone 6s con l’impronta digitale e trovi un gufo arancione sulla schermata Home. Provi a pensare un attimo e ti chiedi:Continue reading

Torna Rompipagina, la voce del Liceo Ferrari. Noi della redazione abbiamo sempre la lingua biforcuta, perché il lettore vuole essere informato ma, soprattutto, intrattenuto. E oggi parliamo proprio d’intrattenimento. Un anno fa era la novità portata dai rappresentanti, oggi è un vero e proprio mantra: l’attesissimo Ballo di Natale. Ma attesissimo è un eufemismo.

Si tratta di damigelle quattordicenni che hanno comprato il vestito un mese prima per il loro debutto in società, che hanno impostato il widget del conto alla rovescia sui loro smartphone ormai quest’estate (come se dovessero partire per i Caraibi) e che hanno già aperto Instagram, pronte ad hashtaggare #omeodeononvedolora. Fossero solo loro ad aspettarlo, i rappresentanti non avrebbero tutta questa pressione nell’organizzarlo. La posta in gioco è però più alta.Continue reading

Grande esordio per i nuovi rappresentanti d’istituto con l’impavida proposta di raddoppiare le feste per la nostra scuola.

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Ecco allora che il ballo non è più uno, ma si sdoppia: oltre al tradizionale Ballo di fine anno nasce il ballo d’inverno o Festa di Natale che si voglia dire.

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Siamo appena alla seconda settimana di scuola ma tra i corridoi è sempre più frequente sentire gli studenti porsi le scomode domande che sorgono con l’inizio della scuola: “Chi raccoglierà l’eredità dei nostri cari rappresentanti d’istituto ormai perdenti posto?” “Chi sarà pronto a sostituire i tanto contestati ma infine apprezzati Bello, Gallana e Guarini per questo anno scolastico?” “Chi sarà in grado di eguagliare il prestigio dell’emerito rappresentante Zerbetto per la sezione dell’artistico?” Ma la vera domanda è: “Perché devo pagare quando prelevo con il Bancomat?”

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Le domande a circa un mese dalle elezioni d’istituto sono tante e noi di RompiPagina ci siamo un po’ amalgamati tra la massa per sentire qualche rumor riguardo alle candidature.
Dopo una attenta ponderazione siamo praticamente certi che i candidati rappresentanti d’istituto non
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I primi giorni di scuola sono stati senza dubbio scioccanti per i poveri ragazzi del Liceo G.B. Ferrari.
Da subito il panico ha invaso i cuori dei quasi 600 ragazzi dell’istituto trovatisi a dir poco sconcertati di fronte all’inspiegabile cambiamento delle aule.
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Tutto il corso A Scientifico, dove spiccano i veterani di quinta, gli agnellini di quarta,

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