Studiare o lavorare?
Crescere è una grande fatica, siamo sinceri. Le cose però iniziano a peggiorare quando oltre alle pressioni di famiglia e società, si aggiungono anche quelle scolastiche. L’apprendimento è un aspetto fondamentale per la vita di qualsiasi essere vivente, in particolare però per la specie umana in quanto è una caratteristica semplicemente essenziale. Un tempo vi era la classica domanda: “E’ più faticoso studiare o lavorare?” La risposta che poneva l’accento sulla difficoltà del lavoro fisico, incoraggiava nel proseguimento degli studi. Ma con le conoscenze odierne, siamo così sicuri che studiare sia più semplice? Negli ultimi anni si è riscontrato, a livello statistico, che un’altissima percentuale di giovani abbandonano gli studi: ciò vorrà pur significare qualcosa! Inoltre la domanda risulta essere subdola fin dal principio in quanto suggerisce che studiare e lavorare siano due attività diverse quando in realtà lo studio è un lavoro a tempo pieno: semmai bisognerebbe confrontare l’attività mentale e quella pratica. In passato un grande rispetto era infatti riservato agli anziani perchè grazie alla loro esperienza erano riconosciuti come “biblioteche viventi”. Oggigiorno invece il valore di qualcuno si basa sulle capacità di adeguarsi ai cambiamenti e di riordinare le proprie conoscenze.
La scuola insegna veramente?
La scuola dell’obbligo si protrae attualmente fino ai sedici anni, ma in verità non si smette mai di imparare. Ultimamente stanno però nascendo nuove critiche al riguardo; la più gettonata (anche da diversi studiosi e psicologi) è quella che pone l’attenzione sul metodo di insegnamento. Secondo questa tesi, gli studenti non apprendono in modo valido perchè si limitano a una strategia utile al superamento degli esami ma scarsamente efficace nella vita pratica. La scuola viene perciò accusata di trasmettere solo delle nozioni, senza insegnare effettivamente ad imparare.
L’ansia di studiare:
Concentriamoci però su cosa comporti imparare, partendo da un dato abbastanza diffuso: studiare crea ansia. Lo studio è fatica, tensione e rinunce. Moltissime persone hanno sperimentato quanto sia duro mantenere la concentrazione su un testo: il pensiero vola via. Alcuni consigli per migliorare la resa nello studio consistono nell’associare contemporaneamente informazioni visive ed uditive. Come ad esempio collegare la spiegazione della Rivoluzione Francese al quadro “La libertà guida il popolo” di Eugéne Delacroix. Ovviamente però ciascuno di noi studenti deve trovare il metodo di studio più adatto che permetta di conciliare vita sociale e acculturamento personale. Il segreto è dunque quello di trovare un equilibrio psico-fisico e una serenità mentale che possano migliorare l’apprendimeto di nuove nozioni, per crescere e maturare da tutti i punti di vista.
Maddalena Facciolo, 5ASA

Non penso che Ghandi quando disse:” Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” avesse compreso quanto difficile sia sentirsi una fase, sentirsi l’ultimo tramonto di un interminabile giorno. Per quanto l’alba si prospetti serena, siamo veramente pronti ad abbandonare quei lati di noi stessi con i quali ormai avevamo imparato a convivere? È risaputo, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”  e prendere delle decisioni non è da meno, non sappiamo mai se di fronte ci troveremo un muro o una porta. È un po’ come giocare alla roulette solo che in palio mettiamo noi stessi. Ma allora vale davvero la pena rischiare così tanto per un salto nel buio?

I giocatori d’azzardo approvano:  l’estasi che si prova quando si abbassa la manopola della slot machine,  il tremito che li pervade quando il terzo “7” ruota e girando potrebbe ancora completare il tris vincente. Ma non è la loro futura rovina quella che stanno osservando ipnotizzati? Scommettersi per un brivido.

Non molto tempo fa, nella Grecia classica, nasceva un uomo brutto che ,col suo pensiero rivoluzionario, mise assegno il suo tris di “7”, per nostra fortuna. Per gli amici era Socrates, per gli studenti è Socrate, per gli ateniesi era un pezzo di me… Secondo il filosofo, un po’ come non si smette mai di imparare, allo stesso modo di giorno in giorno, scopriamo aspetti sempre diversi e nuovi di noi stessi e questo basterebbe come motivo per dare un senso alla nostra vita. Vivere per conoscersi. Qualche anno dopo, il cinema italiano partorirà una delle sue pellicole più riuscite “La grande bellezza” in cui un brillante Tony Servillo, alias Jep Gambardella, risucchiato nel vortice della mondanità, smarrisce la propria strada finendo per condurre un’esistenza per lo più passiva (sicuramente il remix di “A far l’amore comincia tu” del Sinclair non l’ha aiutato).

Vale la pena quindi di vivere, di provare emozioni forti anche se la posta in gioco é alta perché in fondo l’esperienza è l’insieme dei nostri errori e l’oracolo di Delfi forse quella volta non aveva così torto a reputare Socrate l’uomo più saggio di tutti.  “Mangio le radici perché le radici sono importanti”, reciterà una vecchia santa nelle ultime battute del copione di Sorrentino, a ricordare che la bellezza, quella grande, è dentro di noi.

Odiate!Soffrite!Commuovetevi!Rischiate!Amate!Vivete! Provare dei sentimenti è forse l’unica certezza di cui siamo pienamente sicuri e forse può esserci utile saperlo proprio in mezzo a quel mare di confusione e delusioni che è l’adolescenza.

William

Negli ultimi due anni, la presa di coscienza da parte della società civile circa temi quali l’inquinamento, il consumo delle risorse naturali e i cambiamenti climatici sembra aver subito una rapida crescita, specialmente nelle fasce più giovani della popolazione. Sentiamo parlare spesso di manifestazioni, e probabilmente qualcuno di noi ha preso parte a una di quelle di Padova. Possiamo poi notare l’aumento del numero di prodotti rispettosi dell’ambiente e di misure per combattere l’accumolo della plastica, non solo pratiche ma anche sottoforma di campagne di sensibilizzazione trasmesse tramite i mezzi di comunicazione: molti avranno presente lo spot della birra Corona, con la frase “In paradiso non c’è spazio per la plastica”. Mai come ora appare necessario che i governi e i cittadini di tutto il mondo cooperino per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile. Ma come fare?
Nel 2015 le Nazioni Unite hanno concordato 17 obbiettivi globali del nuovo millennio. Tra questi, emergono, per la prima volta finalmente distinti fra loro, temi ambientali quali: l’acqua pulita; urbanizzazione, industrializzazione e agricoltura sostenibili; promozione delle energie rinnovabili; utilizzo responsabile delle risorse della terra e del mare, e lotta contro i cambiamenti climatici.
Un elenco tanto bello idealmente, quanto difficile da realizzare, perchè ovviamente richiede approcci diversi basati sui tre pilastri economico, sociale e politico. Proprio per questo sorgono gli ostacoli. Un esempio non sempre tenuto in considerazione? Il sistema di produzione alimentare, che porta ogni anno a un elevato consumo delle risorse di acqua ed energia, all’impoverimento del suolo per diminuizione del carbonio, deforestazione, utilizzo di fertilizzanti e a un impatto sul clima per le emissioni dal 30 al 40% sul totale rispetto alle altre attività umane. Un grafico comparso sulla rivista Nature stima che senza applicare alcuna strategia nella produzione di cibo, vi sarà un aumento dell’impatto ambientale dal 50 al 90% entro il 2050.
Sono necessarie misure specifiche, come lo sviluppo di tecnologie per migliorare l’efficienza energetica anche di fonti rinnovabili e per sprecare meno acqua e prodotto finale, e un cambiamento nel tipo di coltivazioni.
Molti si chiedaranno: perchè non si opera subito in questa direzione? Non sembra impossibile, no? Non dimentichiamo che azioni di questo tipo risultano difficoltose per i paesi in via di sviluppo che non hanno la disponibilità economica per attuarle.
Un compromesso? Potrebbbe essere rappresentato dal principio in materia ambientale della “responsabilità comune ma differenziata”, elaborato nel 1992 durante la Conferenza di Rio: consiste nel richiedere misure diverse a seconda del paese.
Un altro elemento ostacolante consiste nel fatto che mentre sull’inquinamento non vi sono dubbi che l’uomo ne sia il diretto responsabile, l’attribuzione della colpa alle attività antropiche per i cambiamenti climatici è meno immediata. Ciò è dovuto alla mancata conoscenza dei dati scientifici o a una loro sottovalutazione. Inoltre, a seguito delle osservazioni sul campo e della raccolta di dati su fattori ambientali come la temperatura, sono stati elaborati dei modelli, basati su formule matematiche, in grado di esprimere una possibile situazione ambientale del futuro. Ma nei rapporti di valutazione dell’IPCC, a queste ipotesi è attribuita una probabilità maggiore solo al 66%. Capirete che molti capi di governo non rischiano l’economia del proprio paese.
Un comportamento estremo nei confronti dei cambiamenti climatici è rappresentato dai negazionisti, di cui fa parte anche il presidente Trump.
Se raggiungere gli obbiettivi è difficile e non dipende direttamente dai cittadini, come possiamo almeno contrastare la disinformazione e le opinioni errate?
I temi dovrebbero essere affrontati sempre tramite l’esposizione dei dati scientifici raccolti; la comunità scientifica dovrebbbe esprimere il proprio parere tramite modelli sempre più precisi sul futuro, i quali sono in continuo sviluppo grazie alla ricerca. Uno studio della rivista Nature, durato due anni, ha poi dimostrato come un’ adeguata campagna di consapevolezza alle tematiche ambientali somministrata ai giovani, possa influenzare anche i genitori attraverso la testimonianza di esperienze e racconti nel nucleo quotidiano e domestico della famiglia: la sensibilizzazione colpisce dunque tutte le fasce d’età. Infine, per convincere ancor di più sull’importanza dello sviluppo sostenibile, è utile tenere presente la sua definizione del 1992: “è lo sviluppo che soddisfa I bisogni di sviluppo e ambientali delle generazioni presenti e future”, le quali hanno diritto a parità di risorse rispetto a oggi e a un clima e ambiente vivibili. La nostra generazione è perciò chiamata a vincere quelle che si stanno rivelando delle vere sfide ambientali globali ed è richiesta la collaborazione di ognuno, indipendentemente dalla posizione da lui occupata e secondo le possibilità di cui dispone.

 

Chiara Zanin, 5ASA

Penso che tutti in questi giorni si stiano rendendo conto che tra un paio di settimane saremo nel 2020.
È strano solo dirlo, il 2020, wow. La prima decade che personalmente vivo completamente, i 10 anni in cui ho trascorso la maggior parte della mia adolescenza e dove ho frequentato la maggior parte dei gradi di istruzione scolastica. Fermandomi e riguardandomi indietro, percepisco e capisco sempre di più l’inesorabile scorrere del tempo, che, come un treno, passa e non aspetta nessuno.
Con un occhio al futuro, magari tra altri dieci anni, magari con piani ben precisi per la mia vita, desidero che guardandomi alle spalle si formi anche un semplice accenno di sorriso, e di non rimpiangere nulla dei, come dice Renato Zero, “i migliori anni della nostra vita”.
Quindi, quasi banalmente, e con una frase sentita cento milioni di volte, vi esorto, come il migliore dei vostri amici farebbe, a vivere questi anni, a non accettare ‘no’ come risposta e a fare ciò che vi rende felici; perché, cari miei compagni, questo tempo che noi ci lasciamo sfuggire dalle mani, come se fosse il più banale dei doni a noi offerti, non ci volterà più lo sguardo e andrà dritto per la sua strada.
-Rocco Bellon

Signore e Signori ecco a voi Rompi Pagina che torna con l’articolo più atteso dall’intera studentesca: il Ballo del Liceo, il quale quest’anno sarà -udite, udite- “The Nightmare before Christmas”. Per ironia della sorte o per volontà dei rappresentanti il titolo calza a pennello con il periodo natalizio: il raffreddore, l’influenza, le canzoni di Natale e l’incessante susseguirsi di verifiche e interrogazioni, motivo di sconforto tra i più giovani e meno esperti (vedi Giovanni Dal Santo). Si narra che alla notizia del ballo Vin Diesel abbia tirato un sospiro di sollievo e Chuck Norris abbia avuto un infarto, roba da principianti per uno come lui.
Ahimè, quest’anno c’è stato il gravoso passaggio di consegna: il dottore aka Stefano Vigato, ha lasciato l’onere e l’onore al pazzerello Blasco aka Niccolò Bagno e alla madrelingua veneta Sara Bertin (guai a ciamarla boara!). Seguendo il motto di Peter Parker “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, noi cercheremo di dare il massimo. In un’epoca del genere, però, in cui come nelle schedine alla Snai non v’è certezza (vero Giovanni Dal Santo?), chi può illuminarci il cammino meglio dei nostri rappresentanti?
A proposito di questi, la recente campagna elettorale ha visto lo scontro fra le forze del bene e del male, ossia tra i partiti ufficiali e gli Space Invaders, i quali, pur avendo conquistato il favore del pubblico, hanno tradito le aspettative rivelandosi fake. In via ufficiale la campagna elettorale ha sancito nuovamente la vittoria di Filippo Bernardoni, questa volta accompagnato dal fido Giorgio Varotto. Ad aggiungersi al duo c’è stato il paladino della giustizia Giovanni De Fazio, mentre si vocifera “per la lontananza del luogo” che dall’altra parte del Bisatto sia salito Manuel Vaccaro. Riusciranno i nostri quattro moschettieri ad organizzare il ballo dell’anno? Beh… lo scopriremo solo vivendo.
Anno nuovo, vita nuova; anno nuovo, location nuova per il G.B. Ebbene sì, quest’anno, dopo essere stati impossibilitati ad usufruire del “sempre caro” Calcatonega, i rappresentanti si sono trasformati in Beppe Marotta, non per lo strabismo, ma per aver piazzato il colpo Radio Londra: un locale incandescente a prova di studentesca che al solo nominarlo fa esaltare le nuove Cenerentola, le 2005! Nominate Cenerentola non per le doti da principesse Disney, ma per il coprifuoco rigorosamente non oltre la mezzanotte.
All’interno del comitato è inoltre sorta una questione di interesse nazionale: il fantomatico foglio del budget, custodito dal nostro rappresentante più gelosamente della maglia di Javier Zanetti, deve essere di dominio pubblico? Abbiamo la fortuna di informarvi che i rappresentanti, intervistati dai nostri inviati, hanno lasciato trapelare alcune indiscrezioni riguardo appunto l’uso del budget, che sarà usato anche per il dispiego di centinaia di body-guard addetti al controllo all-white, un casco di banane Chiquita e la presenza di ospiti d’onore. Riguardo questi, oltre alla presenza della vecchia guardia composta dal rugbista Sergio Parisse Costantini, Jordan Belfort Ambrosi e dal Dolcissimo Motta, il comitato ha optato per Denis Dosio e Bello Figo che, se verranno, lo faranno a precise condizioni: il primo ha richiesto un bagno privato per i Tik Tok, mentre il secondo pretende di arrivare con i suoi amici in una swag barca e di non pagare l’affitto. Vi faremo sapere.
Trattiamo ora di ciò che conta davvero e no, non parliamo del 6 politico a fine trimestre, ma dei più alti titoli nobiliari: il re e la reginetta. Premettendo che è difficile fare previsioni su quale capo verrà cinto dalla corona, ci si può affidare ad alcuni corollari: partendo dal gentil sesso e da chi se la può giocare per l’ultima volta, è scontata la presenza dell’eterna candidata alla finale Emma Marchetti e, al fronte dell’artistico, della capitolina Beatrice Cecchini. Che sia questo l’anno buono? Parliamo ora di chi ha più di un colpo in canna, le 2002. Irrompe prepotentemente, grazie alla pubblicità di Love and Lust, Sofia Ferraretto, a cui si contrappone la novellina Anna Scucchiari, mai chiamata in causa forse per evitare manie di grandezza da parte del nostro predecessore. Sempre per quanto riguarda la 4AS torna in auge il nome di Paola Fornasiero (verrà sicuramente il momento anche per la sorella Sofia), inoltre compare per la prima volta l’Atomica Bionda Camilla Marini. Chiude la lista delle candidate Angelica Borin, proveniente dal secolare vivaio di talenti del linguistico. Tra i prodi valorosi invece spiccano il cavaliere d’oltreoceano Marco Asap Morato per lo stile alla Trevis Scott, Riccardo Cuor di Leone, proveniente dalla nobile casata dei Bottaro e il Bronzo di Riace Joshua Ortolan. Giunge inoltre tra i più giovani il raccomandato Rocco Bellon, più famoso per essere ginger-freckly che un promettente rappresentante d’istituto. Chiude la lista sia per importanza sia per reali possibilità il fellone di Cold Fountain Giovanni Dal Santo, che si dice che abbia barattato la propria dignità vestendosi per l’ennesima volta da Babbo Natale in cambio della nomination.
Tipici temi natalizi sono i cori della chiesa, le domande dei parenti, i regali e l’amore. A proposito di quest’ultimo ci accingiamo a fornire maggiori dettagli. Oltre al duo Giulia Turetta-Filippo Bernardoni, è sbocciata la coppia M&M, ovvero quella dei due candidati Marchetti e Morato. E se esiste il titolo di re e reginetta perché non dovrebbe esistere quello per la coppia che scoppia? Lasciamo ai rappresentanti la decisione. Tornando ai fastidiosi cori natalizi, è freschissima la notizia che Giacomo Lemoni sia stato cacciato dalla Chiarastella di Solesino per la voce eccessivamente profonda e mascolina… chi invece non deve preoccuparsi che ciò avvenga è la star Lele il Cantante.
Infine non temete per l’outfit: se non vi aggrada l’all-white potete seguire i consigli del paladino Gio De Fazio, punto di riferimento per i teatranti, o, se non volete fare i poracci, potete affidarvi alla pellicciara Emma Zovi che sa il fatto suo.
Detto ciò vi aspettiamo numerosi al ballo e, come Salmo farebbe, vi auguriamo Buone Feste del… .
Da Rompi Pagina è tutto,
I vostri preferiti Niccolò Bagno e Sara Bertin.

Roma, mercoledì 30 ottobre 2019:
Viene approvata in Senato, con 151 voti favorevoli, la cosiddetta “Commissione Segre”, un nuovo organo collegiale volto a monitorare e combattere i fenomeni razzisti e antisemiti del nostro paese.
Ebbene sì, i voti favorevoli su 249 votanti sono stati solo 151; infatti 98 esponenti del centrodestra hanno ben pensato di astenersi dal voto, e, durante il lungo applauso che è seguito all’approvazione, di starsene seduti in silenzio ad osservare.
Dunque sorge spontanea una domanda: com’è possibile, nel ventunesimo secolo, astenersi da un tema che dovrebbe creare, in qualunque democrazia degna di tale denominazione, un sentimento di coalizione?
Dovete sapere infatti che Liliana Segre, la senatrice che dà il nome a questa commissione, non è soltanto una delle tante personalità politiche del nostro Paese; è bensì una superstite dei campi di sterminio nazisti, testimone oculare delle atrocità perpetrate durante la Seconda Guerra Mondiale a danno di ebrei, rom, omosessuali, disabili e oppositori politici del Reich quali comunisti e socialdemocratici.
Una storia “vecchia” 70 anni, per qualcuno già da dimenticare, ma oggi più attuale che mai.
Ora che le aggressioni razziste sono all’ordine del giorno, ora che l’arte degli slogan è più forte che mai, ora che “Prima gli Italiani” conta più del “Prima gli esseri umani”, e, per finire, ora che in una ricca cittadina vicentina, viene rifiutata una mozione presentata dal Partito Democratico per il posizionamento di pietre d’inciampo in memoria dei deportati in quanto “portatrici di odio e divisioni”.
Pare uno scherzo ed invece è proprio questo lo scempio ideale e culturale che arriva da Schio.
Ma com’è possibile strumentalizzare politicamente una questione del genere?
Charlie Chaplin nel film “Il Grande Dittatore” del 1940 recitava così:
“Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato”.
Chiedo adesso a voi che leggete di fermarvi un momento; di riflettere sulle parole di Charlot.
Personalmente, e con grande dispiacere, constato che il mondo d’oggi non è poi così cambiato da quel quaranta, ed è proprio l’astensione di quasi cento senatori a confermarmelo.
L’antisemitismo, così come l’odio e il razzismo sono ancora nei nostri cuori e da ciò segue che della Commissione Segre ce n’è bisogno più che mai.
Abbiamo il dovere morale di ricordare ciò che è successo, di non dimenticarlo mai, di fare in modo che mai ricapiti, e di difendere anche i nuovi oppressi.
La lotta all’antisemitismo e al razzismo deve, e sarà volere unanime.
Una crisi umanitaria, a forza di slogan, è stata trasformata, per ragioni di consenso, in una crisi politica.
Ma vi pare davvero che insistendo su questa linea di indifferenza, e talvolta addirittura di indulgenza e legittimazione nei confronti dei numerosi episodi di razzismo susseguitisi negli ultimi anni, andremo mai da qualche parte?
Se provassimo davvero, mettendo da parte la perenne campagna elettorale, a porre fine a questo imbarbarimento della società, a combattere all’unanimità i fenomeni di razzismo, antisemitismo e di qualunque altro tipo di discriminazione, forse potremmo avere tutti più decenza e autostima.

Desidero infine rivolgermi direttamente a coloro che contribuiscono a dare vita a questo clima d’odio e di violenza:
Se esiste ancora dentro di voi una parvenza di umanità, ogni tanto mettetevi una mano sul cuore, e fatevi un esame di coscienza. Prima le persone, prima la memoria, dopo le differenze culturali ed etniche.
Nel ’47 Primo Levi scriveva:
“Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scalfitele nel vostro cuore Stando in casa, andando per via,
Coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi”.

Giuseppe Maria Toscano

Spalanca gli occhi il canuto veglio
Un lieve rumore accompagna il risveglio
Il gelido freddo di un giorno d’inverno
Niente di nuovo per un uomo eterno

Alla mattina arriva al cancello
Per un momento fissa il bidello
Lui se ne accorge e con grande coraggio
Capisce di avere davanti a sé un saggio

Spiana la strada al sommo sapiente
Con quel solo gesto eleva la mente
Lo osserva a lungo senza farsi notare
Dopo un istante lo vede sparire

Ed ecco Paolo che avanza sicuro
Vede una luce dal cielo scuro
Volge lo sguardo alla scuola malsana
Avverte l’acuto suon della campana

Pedala sciolto lungo il parcheggio
Ferma la bici ancora in noleggio
Scende con calma e sistema l’ombrello
Inizia così il giorno del vecchierello

Gli compare in viso uno strano ghigno
Fuoriesce da lui un lato maligno
Giunge un pensiero nella sua mente
Pregusta il dolore dello studente

Buongiorno a tutti test a sorpresa
State tranquilli a chi studia non pesa
Osserva studenti con crepe nel cuore
Uno tra tanti si affida al Signore

Coglie il momento e preso da compassione
Chiama il ragazzo in interrogazione
Con una domanda dà vita a un delirio
In pochi istanti realizza il martirio

Questa è la storia di un’anima affranta
Mai benedetta da un po’di acqua santa
Tapino collassa nel tristo destino
Precoce si appresta a varcare il confino

Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa non è il tulipano
Che ti fa veglia dall’ombra dei fossi
Ma è una sfilza di voti rossi

 

~Metastasio

Al giorno d’oggi, molte persone si ritengono depresse solo perché stanno trascorrendo un periodo difficile e postano nei social cose false per attirare l’attenzione.
Queste persone, però, non sanno che la depressione è qualcosa di molto più serio: è una malattia le cui cause possono essere varie, ad esempio traumi infantili o anche la predisposizione genetica, e di cui non si conosce molto; si riconoscono però bene i sintomi: la quasi perenne tristezza e un senso di vuoto nell’anima, come se ci fosse un peso che ti opprime e ti rende svogliato. Inoltre, si perde la speranza nel futuro e qualsiasi cosa che di solito viene ritenuta gioiosa o interessante, viene spogliata dai lati positivi e vista come qualcosa di inutile.
Esistono, inoltre, molti tipi di depressione: la depressione post partum, che può comparire di solito in una neomamma, oppure il disordine affettivo stagionale, che colpisce, appunto, a periodi alterni durante l’anno (spesso autunno e inverno).
Quello che in realtà è difficile per i medici, e che li tormenta tuttora, è diagnosticare la malattia a un paziente, poiché è sconosciuto il motivo che causa questa condizione psico-fisica. Inoltre, può risultare complicato anche curarla e trovare i farmaci giusti.
Ci sono moltissimi dati e studi che possono affermare la serietà della depressione, che, a quanto pare, inizia a colpire sempre più i giovani.
Uno studio condotto da Jean Twenge, docente di psicologia e autore del libro “IGen”, conferma questo fenomeno in crescita: sono stati presi 200 mila adolescenti tra i 12 e 17 anni, tra il 2005 e il 2017, e circa 400 mila giovani adulti dai 18 anni in su, tra il 2008 e il 2017; i risultati dimostrano che il primo gruppo è soggetto ad un aumento di depressione del 52% (passando dall’ 8,7% al 13,2% ), mentre tra il secondo gruppo un aumento del 63% ( dal 8,1% al 13,2%).
Molti di questi studi dimostrano che chi contrae tale disordine mentale non sono solamente ragazzi e bambini, ma anche donne, anzi, sono quelle più predisposte a contrarla.
Quindi, queste persone, non solo divulgano il falso, facendo credere a tutti che lui o lei è depresso/a, ma si prendono anche gioco di quelli che si trovano veramente in difficoltà.

Cristian Cavallaro, 2CL

Non pensavo che quest’anno avrei avuto la possibilità di fare qualcosa di diverso dai soliti film guardati in solitudine. Lo pensavo solamente infatti. Perché quando ci affezioniamo a qualcuno ci sentiamo così inadatti ad amare? Perché non riuscivo a smettere di pensare che avrebbe preferito la presenza di chiunque altro tranne che la mia?
Non sono andato a quella festa. Potrei ancora andarci ma perché preferisco di gran lunga piangere in compagnia di playlist commoventi e luci soffuse?
Ho sempre visto il nostro rapporto come un lungo fiume a volte in piena a volte in secca ma perché fino ad una settimana fa mi hai fatto credere che stessimo straripando e invece contiamo le gocce? Mi dicesti che non desideravi altro che la mia essenza. Perché mi hai lasciato senza spirito? Siamo solo “”io””, queste dita in movimento, due occhi umidi e una voragine fra il mio cuore e la mia ragione. Perché mi fai questo?
Non sopporto di dovermi ripromettere ogni volta che non riaccadrà, che in fondo mi vuoi e mi vuoi bene, ma odio anche ripetermi che questa volta ti dimentico, ti cancello e andrò avanti senza di te.
Perché non riesco mai?
Perché mi devi sempre spingere giù da un aereo senza paracadute e poi salvarmi prima che sfiori il suolo?
Preferisco morire col cuore spezzato che vivere col cuore in polvere.
Hai mai sentito dire che una fenice rinasce dalle proprie ceneri?
Ma tu non mi hai mai ucciso. Sono quel ragnetto che in un angolo aspetta una mosca che non arriverà mai. “I’m in the corner watching you kiss her” “I keep dancing on my own and you don’t see me standing here“.
Non ho sentito altre strofe da quando ti conosco… Hai rapito tutto ciò che mi distingueva, che era mio e che ti avrei dato ugualmente solo coi miei tempi infiniti. Non ti sei nemmeno soffermato ad ammirare il tuo tesoro. Lo hai ammucchiato assieme a tutti gli altri depredati in precedenza. E ora sono solo una macchia d’inchiostro fuori posto nella tua storia. Ma non mi interessa.Io posso essere orgoglioso di come ti ho amato e di come continuo ad amarti senza che tu lo sappia e che tu lo apprezzi. Non riesco e non voglio smettere di farlo, mi hai insegnato tu che l’autenticità di una persona si vede dalla naturalezza delle sue gesta. Se mi punterai il coltello riuscirò a sopportare anche la lama che si fa spazio dentro di me… Non ti ricorda forse qualcos’altro? Non smetterò di credere che gli angeli possano piangere e i diavoli ridere e magari proprio all’orizzonte dell’impossibile ti capirò e ci sapremo interpretare.

 

William

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Cari quattro lettori di Rompipagina, avete mai fatto un’esperienza così folle da rischiare la vostra pelle? Una di quelle esperienze che vi fanno sentire vivi? No, non mi sto riferendo al Brucomela di Gardaland, ma a quegli sport che vengono chiamati “estremi”, come paracadutismo, parkour, base jumping, arrampicata, equilibrismo…

A proposito di quest’ultima disciplina vi racconto l’esperienza di un famoso funambolo che, un po’ filosofo un po’ criminale, ci fornisce una chiave di lettura dello sport estremo e della vita stessa.

Nel 1971 questo giovane francese bypassa i controlli di quella che allora era la Cattedrale di Notre-Dame a Parigi e sale su uno dei due campanili della facciata gotica. Nelle ore precedenti era riuscito a tendere una corda, salda e resistente, tra una torre e l’altra. Il suo nome è Philippe Petit. Non ha ancora ventidue anni ma come un bambino che fino a ieri gattonava e oggi si alza sulle gambe, lui sta per cominciare a camminare. Un passo, un altro, percorre la corda sul vuoto, sicuro e determinato, con un mezzo sorriso stampato sul volto. Ad un tratto addirittura si ferma e si sdraia lungo il cavo, davanti a centinaia di turisti increduli. Sembra un folle improvvisatore, ma in realtà si allenava per quell’impresa da ben sei anni, ininterrottamente. Terminato lo spettacolo la polizia lo arresta: ma lui sa che lo rifarà. Sa che ha appena cominciato a camminare.

7 agosto 1974, questo il giorno in cui Philippe camminò su un’altra fune, tesa tra altre due torri: le Torri Gemelle, New York City. Il terrorismo che avrebbe lanciato aerei contro quei giganti non era altro che l’ombra di fantasma lontano, all’epoca impensabile.

“Cos’è che porta a compiere un gesto così folle?” E’ il desiderio di sperimentare emozioni nuove e intense, infatti come afferma Bepi Hoffer, uno dei più famosi base jumper d’Italia: «Precipitare libero a 200km/h lungo la facciata di una montagna, il sibilo del corpo che cade, l’apertura della vela al momento giusto, l’adrenalina di cui posso godere mentre plano lentamente e la conquista del vuoto: ecco cosa cerco». Se quindi Petit camminava per non cadere, Hoffman cade per non camminare. Perché vuole volare.

Accanto a questa ricerca del brivido e del divertimento allo stato puro, praticare gli sport estremi rappresenta anche una sfida individuale, un input a superare le proprie paure e a dare sempre il meglio dimostrando chi si è veramente e di cosa si è capaci. Da questo punto di vista lo sport estremo rappresenta una via per conoscere sé stessi, ma anche la natura sublime che ci circonda: esso infatti ci dà un assaggio della grandezza della natura, di cui forse troppo inconsciamente facciamo parte, non accorgendoci che noi siamo soltanto attori e interpreti di questo meraviglioso spettacolo, e che esso non ci appartiene. Facciamo parte della natura, ma non la governiamo, non la possediamo. Siamo soggetti ai suoi andamenti, come un base jumper è soggetto alle correnti.

Tuttavia è innegabile che queste attività siano rischiose per la vita di una persona, basta uno sbilanciamento e non ci sono altre chance. La vita di chi rischia la vita è semplice: «In una traversata sul filo c’è un inizio, una fine, un progresso. E se si fa un passo di lato, si muore, tutto qui», dice Petit. Si sta costantemente sul filo del rasoio, in una labile ed evanescente linea di confine tra la vita e la morte.

Allo stesso tempo però non si può nascondere che ad esempio scalare l’Everest abbia degli effetti positivi: sviluppa l’abilità di controllare e dominare sé stessi e le proprie emozioni, permettono ad un individuo di raggiungere uno stato di equilibrio tra i propri limiti e le proprie capacità e di sintonia tra mente e corpo: il Nirvana. Questo sforzo mentale avviene anche per i base jumper, che prima di gettarsi nel vuoto cercano un punto di lancio, detto exit. Infatti una delle cose più importanti per loro è proprio cercare quest’uscita, studiare il mondo in verticale, per individuare la pedana invisibile dalla quale spiccare il volo. Cercare l’exit conta quanto gettarsi giù.

E noi quanti Everest dobbiamo scalare nella nostra vita? Quante volte vorremmo lanciarci ma non ci riusciamo? Veniamo costantemente oppressi dal lavoro, dagli impegni e dalla nostra società che non lasciano spazio per noi stessi e per la nostra personalità. Spesso vogliamo evadere da tutto ciò ed abbandonare la nostra comfort zone come fanno i base jumper.

Ma non troviamo l’exit.

By Pεriπateticy

Nulla ti graffia dentro

Come la notte

Con le sue dita scure

Unghiate di Luna

 

Sara Boscolo

Signore e signori, ragazze e ragazzi, siamo (quasi) alla fine.

Meno di un mese all’arrivo, questo è il periodo in cui tornano i programmi estivi, i cantanti spagnoli, il tramonto alle 21, le zanzare, i mali di stagione, gli antistaminici. Proprio come un allergia torna anche Rompipagina, la redazione fastidiosamente attesa, a dire la propria con la giusta dose di maleducazione. Siamo di nuovo qui riuniti per parlare di fatti, nel senso giornalistico del termine, e quale fatto potrebbe attrarre di più la nostra attenzione se non il ballo di fine anno?

Certo, potremmo parlare anche di università, della seconda prova mista matematica-fisica per gli scientifici, del dj dell’europa orientale che sta spopolando in 5ASA (si fa chiamare Il Serbo in pieno stile Romanzo Criminale). Potremmo parlare di molto altro, ma non sarebbe infatti una fine epica senza il nostro amato prom, che dopo un’odissea lunga un mese getta l’ancora in una location già nota ai più: sarà infatti la parte esterna di Calcatonega ad ospitare il galà in data 25/05. Titolo: “Rock Around the 50’s“. Gli ospiti della serata non sono ancora certi, ma filtrano alcune indiscrezioni: oltre alla quasi sicura presenza di Cillian Murphy aka Thomas Shelby, sembra che Giordano Grigolato abbia convinto Elon Musk a partecipare all’evento proponendogli di mettere “Tesla” come sigla ufficiale. Seguiranno aggiornamenti.

Ma prima di parlare del ballo, come la tradizione vuole, c’è dell’altro.

Come già accennato, anche la maturità si avvicina e viverla in prima persona sembra non essere un toccasana per i nervi dei giovani maturandi: a quanto pare Andrea Minchio, dopo aver rinnegato la sua natura di dipendente statale per puntare su un futuro da ingegnere, è stato fermato due volte ad un passo dall’harakiri mentre ascoltava K-Pop. Un gesto a metà tra il trash, il tragico e il superomismo dannunziano. Un percorso contrario quello intrapreso dal Dolce Francesco Motta: partito con aspirazioni ingegneristiche, il terzinaccio paluganese (guai a chiamarlo “ospedalettano”) ora sembra intenzionato a seguire il cuore e ad optare quindi per un percorso artistico. Ciò che più spaventa però è la diceria che lo vuole fuori dal rettangolo verde l’anno prossimo per motivi di studio. Se ciò dovesse accadere, dovremmo essere comunque grati di essere vissuti nello stesso periodo di questa leyenda del fútbol. You’ll never walk alone.

Con la serenità di chi vive in una classe sociale privilegiata affronta la maturità invece un altro rappresentante, famoso non tanto per le imprese sportive quanto per la sua possenza e per il know-how nella preparazione del Gin Tonic: Francesco “The Rock” Ambrosi è pronto per il grande salto. Due anni di presidenza lo hanno forgiato meglio del Nessun Dorma e a detta di tutti gli addetti ai lavori non si è mai visto in una forma così smagliante. Saranno 20/20 in seconda prova?

C’è chi invece il problema dei 20/20 in seconda prova non se l’è mai posto ed è Francesco Costantini, che si avvia con le idee chiare e con un passo felpato ma alquanto scoordinato verso la maturità. Prossimo agli studi di legge, vive il tempo che lo separa dal diploma e dalla quinta stagione di Peaky Blinders un quarto di Tavernello alla volta e forma con Elisa Barbirato una delle coppie più belle della storia, al pari di Bonny e Clyde, Wanda e Icardi, Albano e Romina. Con i tre rappresentanti della vecchia guardia uscenti, il futuro sembra essere di Filippo Bernardoni, l’enfant prodige dei Fantastici 4, del quale si parla gran bene per operosità e savoir faire. Si ricandiderà l’anno prossimo?

Torniamo ora su quel ramo del lago di Prà per parlare dell’evento dell’anno che ospiterà al suo interno il vero evento dell’anno: “Giada Maestri-Claudia Scucchiaro: Endgame” per il titolo di regina. Diverse sono le analogie con il film: anche qui siamo alla conclusione di un ciclo durato diversi anni; inoltre lo scontro è a sommatoria zero: sono due realtà ideologicamente diverse, non c’è spazio per la convivenza. D’altra parte, la corona può pesare su una testa sola: scegliete bene da che parte stare. Ma non è tutto: oltre ai soliti nomi, anche Aurora Ambrosi e i suoi tanto amati bigoli saranno in lizza per il primo premio. Candidiamo anche Matilde Soldà: essendo di Prà, il fattore casa potrà essere un valore aggiunto e confermerebbe con 3 vittorie su 3 l’egemonia delle Soldà su Calcatonega dopo l’incoronazione natalizia della gemella Agata. Salgono le quote anche di Angelica Borin, l’Ajax di questa competizione: avrà lo stesso epilogo della squadra olandese? Da brava juventina invece Anna Zangirolami non uscirà ai quarti ma perderà in finale. Altro nome atteso dall’artistico è quello di Linda Dario, radici italiane ma cuore latino: sarà un fuoco di paglia o una revolución?

Per la categoria Uomo, è chiaro a tutti che Giacomo Balauca sia in stato di grazia, ed essendo questo l’ultimo anno disponibile per vincere qualcosa, potrebbe essere un nome molto caldo. Certo: solo con il beneplacito di Giulia Turetta, anche lei in corsa per il diadema. Sarà un couple goal? Anche per Davide Santinello, in arte dssanti, sarà l’ultimo tentativo, ma le sue imprese sono note ai più e questo lo rende uno dei più papabili: oltre alle acrobazie su due ruote, oltre alla Smart dalle svariate melodie, anche la parabola lavorativa che lo ha portato dai video del ballo ai video allo Sherwood ha toccato nel profondo l’opinione pubblica. Il protagonista inatteso però potrebbe essere Giovanni Dal Santo: i meriti sono alquanto discutibili, ma da un filibustiere così ci si può aspettare di tutto. Dulcis in fundo, sarebbe sbagliato non menzionare Riccardo Toniolo: la fama lo precede, nulla da aggiungere.

Con tutti questi nomi dunque, olisticamente parlando, si prospetta una serata leggendaria. Insieme si tenterà di rivivere lo spirito dei Fifties, un periodo iconico per motivi politici, musicali, cinematografici, stilistici e molto altro. Impossibile riassumere tutto in poche righe cosi come è impossibile che manchi l’ispirazione per il giusto outfit: fate del vostro meglio. Noi della redazione vi salutiamo e come al solito vi auguriamo un buona conclusione dell’anno, un’estate ricca di soddisfazioni e una serata che possa rimanere nella vostra memoria. Dal Ferrari è tutto,

Stefano Vigato

Ero in spiaggia.

 

L’acqua irrequieta

Plasmata dal satellite.

La sabbia una tempesta

Nord africana con

grasso accento francese.

 

Mal tempo sbuffava

contro bandierine allarmate.

I gabbiani: avvoltoi o aquiloni.

Gli ombrelloni sigillati

più impettiti

dell’esercito di terracotta.

 

Lanoso e nero il gregge di nuvoloni;

Il cielo si scioglie

in comete di pioggia…

Ecco che fluttuo sopra

minuscoli crateri croccanti

e solleticosi.

La gravità è però terrestre…

 

…l’infradito lascia nostalgica

Un’insignificante orma per

Armstrong, ma

un profondo solco

per me

 

Sara Boscolo

Ehilà! Bentornati, cari lettori e lettrici di Rompipagina. E’ da un bel po’ che non ci sentiamo. Come ben sapete mancano solo 46 giorni alla fine della scuola e già sui calendari comincia il conto alla rovescia. Per molti di voi questo numero rappresenta la fine della prigionia e l’inizio dell’estate che avete tanto sognato dormendo sui banchi di scuola durante le lezioni. Ma per alcuni, pochi sopravvissuti, è l’endgame!

Eh sì proprio così, cari maturandi, mi dispiace dovervi ricordare che gli esami sono ormai alle porte e già comincia a salire l’ansia per una relazione sull’alternanza ancora da scrivere e i dubbi su un orale che sembrerà piuttosto una trasmissione su RAI1… meglio non pensarci valà. Ma niente paura, noi studenti abbiamo una soluzione a tutto. Così per farvi dimenticare la preoccupazione abbiamo organizzato una festa esclusiva solo per voi: IMMATURI. Quindi su i bicchieri e giù i pensieri e preparatevi a dimostrare la vostra maturità, siete pronti?

La data è fissata per martedì 30 di questo mese e come location le nostre le organizzatrici Matilde Soldà e Giorgia Cattelan hanno pensato in grande, portandoci questa volta all’enoteca di Monte Fasolo, sopra i Colli, dove sarà offerto il free-drink.

Hanno da subito confermato la loro presenza Francesco Motta, il Fabio Caressa del torneo di calcetto dell’autogestione, e sempre dall’artistico Barbara Piras, ambasciatrice del LozzoRegna. Immancabili saranno anche Claudia Scucchiaro, che sembra aver tentato di pagare l’ingresso con il bonus cultura; e il re del ballo di Natale 2k18 Riccardo (Tony)olo, che dopo la grigliata di pasquetta si è guadagnato anche il titolo di king of BBQ, e che ha confermato di portare il suo inseparabile ukulele, col quale ci suonerà qualche pezzo dell’ultimo ep dei PTN, attesissimo tanto quanto l’ultimo singolo dei Mediterranea Nadir. Ci delizieranno con la loro presenza anche l’avvocato Francesco Costantini e il camice bianco Elisa Barbirato, da poco ritornati dalla Capitale. Attesissimi saranno inoltre il “capitano mio capitano” Giovanni (Baldu)in e Francesca Canevarolo, abbronzata dopo un 22 passato con la classe sui monti. A fare macchina invece pare si sia proposto il nostro pilota Davide Santinello, con la sua Smart due posti rossa fiammante, che si farà strada in mezzo alle brecane con il suo bizzarro clacson da gelataio. Il ph/videomaker della serata non sarà lui, ma forse il trasher Michele Trevisan, che siamo ormai abituati a vedere dietro l’obbiettivo della sua canon 7D.

A competere nella gara di immaturità, difficili saranno da superare gli “ingestibili” dell’ASA, che hanno già collezionato varie note di classe, e che sembrano aver dichiarato alle stampe: “E se i ne manda via, rabaltemo l’ostaria!”. Tra questi ci sarebbero Walter Martinelli, la cui presenza tuttavia non è ancora stata confermata, assieme a Carlo Vicenzetto (per tutti “il Serbo”), arrivato solo per l’occasione direttamente da Belgrado. Nella sfida sembrano avere buone speranze di successo, reduci dal random di Padova, anche i ragazzi del club #10dersut, coi loro splendidi occhiali da sole e le loro “iconografie sacre”, capitanati dal freeclimber Giovanni Stellin, da Enrico Bottaro, e con loro il neopatentato Gallesso che, provvederà come al solito alla sicurezza, con particolare attenzione ai Massimo Pericolo del classico, i fuorilegge del nostro liceo.

Quanto all’outfit della serata, l’icona della moda del nostro istituto, Giada Maestri, suggerisce di vestirsi come ci si presenterà davanti alla commissione, anche se, a giudicare dall’annata, a giugno ci troveremo tutti in ciabatte, bermuda e petto nudo, coi gonfiabili sul bagagliaio, pronti per il viaggio di maturità. Quindi il dress code punterà sull’eleganza, che avete già sfoggiato ai cento giorni, dove si è particolarmente distinto il futuro Jordan Belfort (Jack)omo Balauca (per gli amici “dino”).

In conclusione, oltre alle persone citate che hanno già dato la loro conferma, ne aspettiamo moltissime altre dalla famiglia delle quinte del nostro e degli altri istituti, pronte a concludere in bellezza questi cinque anni, con una notte che passeremo assieme a cantare a squarciagola Venditti e Pezzali. Affrettatevi, è ancora possibile dare conferma alle organizzatrici entro il 24 e non oltre.

Ci si vede il 30!

 

Per l’ultima volta. Per sempre vostri.

Alberto & Federico Edoni.

Eh già, purtroppo! Eppure nelle classi ci sono tre contenitori: carta, plastica e secco non riciclabile, che danno bella mostra di sé, inutilmente. Sembra che pochissimi vi facciano veramente attenzione, come se la differenziata non fosse un argomento di cui voi non vi doveste interessare. Ma riguarda il vostro futuro ragazzi!! Qualche settimana fa c’è stato lo sciopero “per l’ambiente” a cui alcuni di voi hanno partecipato. Perché non fate anche e soprattutto qualcosa di piccolo ma di importante nel quotidiano? Sì certo, lo sciopero è segno di consapevolezza, di sensibilità, rende appariscenti, è un gesto plateale, ma francamente è un po’ poco.

Ogni volta che entro nelle classi e mi avvicino a quei contenitori mi chiedo come e cosa farete quando sarete “sommersi” dai rifiuti, quale buona aria respirerete se dovranno bruciarli perché non li separate, che profumi odorerete uscire da bio-digestori e inceneritori.

Mi rattrista vedere il vostro comportamento quotidiano. La cultura è anche ecologia, senso civico, bene comune, interesse. Fate dei gesti semplici ma consapevoli già da ora e vi troverete bene anche domani. Imparate a volervi bene.

Gabriella

Amico! Eccoti qui nuovamente!

Avanti, racconta…

Che hai visto?

 

Tramontana l’altrieri

narrava dei ghiacci,

Levante con sé portava

speziati profumi,

Ponente odore di mare,

Scirocco secco tepore.

 

Tutti gli uomini a te

affidano i più bizzarri segreti:

e tu me li spifferi

in ululati, con sibili,

fischi e sussurri…

Quante storie da ascoltare!

 

Un giorno, invece, arrivi

esalando odore di sangue,

di fumo e di morte;

 

Con te non più spezie

ma cenere ostile.

Preoccupata ti chiedo:

“Dove sei stato?”

E tu soffi più forte,

via, lontano, distante;

 

Tutti in allerta

tutti in paura.

Non più sospiri,

ma spari e sussulti.

Che ti è successo?

Chi ti ha sfregiato?

 

Tristemente t’acquieti

e rassegnato

ti posi qui accanto:

non più storie felici

ma strazianti preghiere racconti.

 

 

Boscolo Sara 3Bs

La stagione dell’amore è alle porte e Il Rompi Pagina torna con una nuova e stravagante iniziativa, che coinvolge tutti coloro che sentono l’amore nell’aria, che hanno voglia di conoscere nuove persone, e persino le coppie già formate, che sia una relazione stabile e duratura o un amore appena sbocciato, non preoccupatevi, si è pensato a tutto e a tutti!
A San Valentino manca tanto, ma non troppo, e allora single del liceo e non, cosa aspettate a farvi avanti?
Forse è proprio questo il problema, farsi avanti.
Per conoscere una persona servono le basi, e questa volta le basi ve le diamo noi, con questo test di compatibilità!
Abbiamo creato due tipi di test per voi:
Il love researcher per i single speranzosi, e il “couple goals” per le coppie che sono curiose di mettersi alla prova!
Ogni partecipante compilerà il test più adatto a lui, a seconda della sua situazione sentimentale, e in seguito lo invierà alla seguente mail : [email protected]
Il test potrà essere salvato e compilato utilizzando l’opzione dei colori e del testo di Instagram, poi risalvato e riinviato all’indirizzo e-mail appena trascritto.
In seguito vi contatteremo attraverso mail, e vi comunicheremo i vostri risultati.
Per quanta riguarda i single, a coloro che aderiranno all’appuntamento al buio verranno comunicati i dettagli dell’uscita organizzata da noi creatrici, che faremo da tramiti. L’unica informazione che verrà rivelata è l’anno di nascita delle persone coinvolte, per evitare brutte sorprese.
(altri dettagli sono spiegati nel test);
A coloro che non aderiranno, verranno comunicati i dati della/e persona/e più compatibili, ma non verranno organizzati appuntamenti.
Per le coppie, verranno comunicate le percentuali di compatibilità dei due partner, senza rivelarne le risposte.
Bene, ora sta a voi ragazzi e ragazze mettervi in gioco per trovare l’amore in questa stagione ricca di sorprese… compilate i test e trovate la vostra anima gemella!!
Dal GB è tutto,
Le vostre Laura e Martina
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